Quando fuori è buio e i termosifoni iniziano a rombare, la maggior parte di noi cerca istintivamente una tazza di qualcosa di caldo. Tè o caffè: improvvisamente la domanda diventa molto concreta, perché da questa scelta dipendono non solo il gusto, ma anche l’energia, il sonno e l’umore in inverno. Vale quindi la pena fermarsi un attimo, prima di accendere il bollitore o la macchina del caffè, e verificare cosa si nasconde realmente in entrambe le bevande.
Tè per le serate fredde: tranquillità in tazza

Per molti di noi, il tè invernale è sinonimo di coperta, libro e respiro dopo una lunga giornata. Ma dietro questa piacevole immagine ci sono anche numeri concreti e composti bioattivi che possono sostenere l’organismo quando la luce del giorno finisce alle 16:00 (davvero, ogni anno mi sorprende).
- Sollievo e idratazione: il tè caldo idrata perfettamente e la sua temperatura riscalda ulteriormente. In inverno, quando il riscaldamento secca l’aria, è un aiuto concreto per la pelle e il benessere.
- Vasta scelta di gusti: nero, verde, bianco, rooibos, miscele di erbe… è facile abbinare la bevanda al momento della giornata: delicata la sera, più forte al mattino.
- Delicato sostegno per i tipici disturbi invernali: le infusioni di camomilla, menta o zenzero sono associate da molte persone al sollievo dal mal di gola o dai problemi digestivi.
- Antiossidanti: il tè è ricco di antiossidanti e ampi studi di coorte (quasi 2 milioni di persone) associano un suo maggiore consumo a una minore mortalità generale e cardiovascolare.
La mia esperienza invernale mi ha insegnato che avere diverse scatole di foglie di tè nell’armadio è come avere una piccola farmacia per l’umore: l’infuso che beviamo al lavoro ha un sapore diverso da quello che beviamo la sera tardi prima di andare a dormire.
Quanta caffeina beviamo realmente?
Bevanda (circa 200-250 ml) Quantità media di caffeina
Caffè preparato circa 80-120 mg
Tè nero/verde circa 30-60 mg
L’autorità europea EFSA riconosce che negli adulti sani fino a 400 mg di caffeina al giorno e fino a 200 mg di caffeina in una singola dose non destano preoccupazioni in termini di sicurezza. Tuttavia, vale la pena ricordare che già circa 100 mg nel tardo pomeriggio possono peggiorare significativamente il sonno di alcune persone.
Il caffè in inverno: il motore che si accende nelle buie mattine
È difficile immaginare un buio lunedì mattina senza il profumo del caffè appena macinato. Per molti di noi è un piccolo rituale che dice: “la giornata inizia, ce la posso fare”. Ma dietro questo aroma c’è la protagonista principale: la caffeina, che influisce sulla vigilanza e sulla concentrazione.
- Gusto e aroma intensi: espresso, caffè americano, caffè moka; il caffè può essere denso, cioccolatoso, fruttato. In inverno, una tazza di caffè è un po’ come una coperta culinaria.
- Una sferzata di energia: una dose di caffeina aiuta a superare le giornate brevi, migliora la concentrazione al lavoro e al volante. È importante non “aggiungere” altre tazze senza contare la quantità totale.
- Rituale riscaldante – una tazza calda tra le mani è come un piccolo scaldino privato (e sì, conosco quella sensazione in cui la tazza è più importante dei guanti).
- Umore e motivazione: una revisione degli studi osservazionali del 2023 ha dimostrato che ogni 240 ml di caffè in più al giorno era associato in media a un rischio di depressione inferiore di circa il 4%. Nella stessa analisi non è stato riscontrato un effetto significativo per il tè.
Se devo essere sincero, per me il caffè è come un interruttore che attiva la “modalità lavoro”: al mattino mi aiuta a partire, ma dopo le 15:00 lo sostituisco con qualcosa di decaffeinato, altrimenti la sera non riesco a dormire.
In inverno, una tazza di qualcosa di caldo spesso non è tanto una bevanda, quanto un piccolo rituale quotidiano che ci tiene in riga quando fuori è buio e piovoso.
Idratazione, ritmo circadiano e depressione invernale: alcuni fatti importanti
Per anni si è ripetuto che il caffè disidrata. Tuttavia, in uno studio del 2014, in cui 50 uomini hanno bevuto per diversi giorni quattro tazze di caffè o la stessa quantità di acqua, non sono state riscontrate differenze significative nei marcatori di idratazione. Nelle persone abituate al caffè, quantità moderate hanno quindi lo stesso effetto idratante dell’acqua.
Un altro aspetto è il ritmo circadiano. In inverno abbiamo comunque meno luce, quindi è più facile soffrire di disturbi del sonno e di umore peggiore. In alcune persone, la caffeina bevuta nel tardo pomeriggio può “ritardare” il sonno, e la mancanza di un riposo adeguato non fa che aggravare la stanchezza invernale e il calo di forma.
Si stima che una piccola percentuale di persone soffra in inverno di un netto peggioramento dell’umore legato alla minore quantità di luce diurna. Ecco perché è così importante combinare un consumo moderato di caffè e tè con l’esposizione quotidiana alla luce, preferibilmente al mattino, e un ritmo quotidiano regolare.
Chi dovrebbe prestare particolare attenzione?
La quantità di caffeina dovrebbe essere monitorata soprattutto dalle donne in gravidanza, che allattano, molto sensibili alla stimolazione, nonché da coloro che assumono integratori con estratti di tè verde, guaranà o yerba mate. La caffeina e gli estratti altamente concentrati possono quindi “somma
Tè o caffè in inverno? Meglio un duo intelligente che una guerra

Guardando alle nostre abitudini invernali, vedo che la scelta non deve essere necessariamente binaria. Il tè riscaldante è ottimo la sera: idrata, calma e fornisce antiossidanti. Il caffè mattutino, invece, aiuta a mettere in moto la mente e il corpo e, se consumato con moderazione, può migliorare l’umore nelle settimane più buie dell’anno.
In definitiva, sei tu che conosci meglio il tuo corpo. Per alcuni l’ideale sarà “caffè al mattino, tè al pomeriggio”, altri preferiranno bevande leggere durante tutta la giornata. L’importante è osservare consapevolmente le proprie reazioni e creare il proprio rituale invernale con una tazza in mano, in modo che la bevanda calda aiuti davvero a superare i mesi freddi.







