Aumenta il rischio di cancro all’intestino e allo stomaco. La dietista indica un prodotto

Il cibo può svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei tumori, ma può anche aumentare il rischio di svilupparli. Tutto dipende da ciò che ogni giorno finisce nel nostro menu.

La prevenzione del cancro inizia nel piatto

Negli ultimi anni il numero di casi di cancro è in costante aumento, sia che nel resto del mondo. Il cancro colpisce sempre più spesso persone giovani e nel fiore degli anni; non è più una malattia riservata esclusivamente agli anziani. Sebbene lo sviluppo dei tumori sia influenzato da molti fattori, come la genetica, l’ambiente o lo stile di vita, gli esperti sottolineano che anche ciò che finisce ogni giorno nei nostri piatti ha un’importanza enorme. Nel contesto della prevenzione del cancro, è sempre più evidente che la dieta può avere un effetto protettivo o aumentare il rischio di sviluppare la malattia.

Una dieta sana aiuta a ridurre l’infiammazione, fornisce antiossidanti che proteggono le cellule e favorisce il mantenimento di un peso corporeo corretto: tutti fattori fondamentali nella prevenzione del cancro.

Ecco perché ci sono prodotti che i dietisti amano includere nella dieta per ridurre il rischio di cancro, come i mirtilli, i pomodori e gli spinaci. Ma ce ne sono anche altri che è meglio evitare. Anche se la lista dei prodotti da evitare è piuttosto lunga, uno di questi spicca decisamente sugli altri.

Nell’ambito della rubrica “Consiglio dell’esperto del giorno”, Maya Vadiveloo, dietista certificata e professore di nutrizione presso l’Università del Rhode Island, indica un prodotto alimentare popolare che è stato classificato come cancerogeno per l’uomo.

Evita i salumi e le carni lavorate

Le carni lavorate sono quelle che sono state affumicate, stagionate, salate, fermentate o che contengono conservanti come i nitriti. A questo gruppo appartengono, tra gli altri: salumi acquistati in negozio (prosciutti, filetti, salsicce), kabanos, salame, peperoni, wurstel, pancetta, frankfurter, carne in scatola, paté e carne secca tipo beef jerky.

Questi prodotti sono molto popolari nel menu quotidiano e compaiono già nel primo pasto della giornata, poi negli spuntini durante il giorno, nei pranzi e nelle cene. Purtroppo, sono proprio questi prodotti ad essere maggiormente associati all’aumento del rischio di tumori, in particolare il cancro al colon.

“Se dovessi indicare un prodotto da evitare, sarebbe proprio la carne lavorata”, ha affermato Maya Vadiveloo.

Perché la carne lavorata è dannosa?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente classificato la carne lavorata come cancerogena per l’uomo. Ciò significa che esistono prove scientifiche inequivocabili del suo effetto negativo sulla salute e che il consumo regolare di salumi e prodotti lavorati aumenta il rischio di cancro.

“Anche piccole quantità di carne lavorata, consumate regolarmente, aumentano il rischio di cancro al colon”, riferisce l’American Institute for Cancer Research. A sua volta, il National Cancer Institute informa che esistono anche prove che la carne lavorata è associata a un aumento del rischio di cancro allo stomaco.

Perché succede questo?

Durante l’affumicatura, la salagione, la salatura o l’aggiunta di nitriti alla carne si formano composti che possono essere cancerogeni. L’aumento del rischio di ammalarsi può essere dovuto al contenuto di ferro e grassi nella carne rossa e alla presenza di sale e nitrati nei prodotti trasformati.

Molti salumi contengono anche grandi quantità di grassi saturi che, come sottolinea la dietista e redattrice nutrizionista Natalie Rizzo, sono associati a un maggiore rischio di tumori, malattie cardiache, aumento del colesterolo e della pressione sanguigna.

Da dove cominciare?

L’American Institute for Cancer Research raccomanda di consumare anche le versioni di salumi a base di pollame in quantità minime e, preferibilmente, di limitare tutte le forme di carne lavorata. Tuttavia, rinunciare completamente ai salumi non deve necessariamente significare una rivoluzione in cucina. I dietisti raccomandano di attuare il programma a piccoli passi, sostituendo gradualmente i salumi con fonti più sane di proteine. Come fare? Al posto del prosciutto o della salsiccia, sui panini si può mettere del petto di pollo o di tacchino arrosto preparato in casa.

A chi non può preparare da solo un arrosto di carne, la dietista Samantha Cassetty consiglia di acquistare pollo allo spiedo o tacchino appena cotto, tagliarlo a fette e utilizzarlo per i panini: si tratta comunque di una fonte di proteine più sana rispetto ai salumi e alle carni confezionate. Vale anche la pena ricorrere ad altre fonti proteiche sane, come:

  • uova sode,
  • pasta di uova,
  • ricotta,
  • formaggio fresco,
  • hummus,
  • pasta di sgombro.

Altrettanto valide sono le paste vegetali a base di ceci o lenticchie. Questi sostituti forniscono proteine di valore e allo stesso tempo non comportano il rischio legato all’eccesso di sale, nitriti e grassi saturi.

Tuttavia, se non siamo in grado di rinunciare completamente ai salumi, vale la pena considerarli un’aggiunta occasionale e non un elemento quotidiano della nostra dieta. È buona norma leggere le etichette e scegliere prodotti con la composizione più breve possibile, senza nitriti, fosfati e sciroppo di glucosio.